Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi – Teatro alla Scala

31/10/2014
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Direttore Stefano Ranzani
Regia Federico Tiezzi
Scene Pier Paolo Bisleri

Simone Leo Nucci
Amelia Carmen Giannattasio
Fiesco Alexander Tsymbalyuk
Gabriele Adorno Ramón Vargas
Paolo Vitaliy Bilyy
Pietro Ernesto Panariello
Un capitano dei balestrieri Luigi Albani
Un’ancella di Amelia Barbara Lavarian

Come ultima opera della stagione il Teatro alla Scala ha messo in cartellone Simon Boccanegra con un doppio cast e ha affidato la prima a quello che sulla carta dovrebbe essere quello meno prestigioso.

31/10/2014, Teatro alla Scala
31/10/2014, Teatro alla Scala

Lo spettacolo è una ripresa di una produzione precedente sempre del Teatro alla Scala: l’ambientazione è tradizionale con alcuni tocchi di originalità che risultano per lo più incomprensibili (ad esempio la scena finale con il popolo in abiti ottocenteschi e il già visto specchio che riflette la scena dall’alto o il pavimento in ‘marmo’ nero lucido presente in tutti gli atti). Di effetto è la scena del finale primo con i seggi dorati dei senatori in contrasto con il rosso degli abiti.

La direzione di Stefano Ranzani è puntuale e attenta all’equilibrio fra buca e cantanti senza arrivare però a trasmettere il pathos e la tensione che alcuni passaggi richiederebbero. Unico passo davvero non riuscito è l’aria di Amelia in apertura di 1º atto Come in quest’onda bruna con la melodia dell’ottavino ripetuta in modo martellante e spiacevole.

Per quanto riguarda i cantanti, partiamo dalla stella della serata: l’inossidabile Leo Nucci a cui era affidato il ruolo del protagonista. Fin dalle prime note la sua voce scura, brunita e rotonda riesce a riempire il teatro e a convincere il pubblico. Qualche titubanza su alcune note tenute non inficia la prestazione del baritono che incarna al meglio l’animo del doge anche nell’accento.

Amelia era interpretata da Carmen Giannattasio che ci ha piacevolmente stupito dopo averla ascoltata alla Fenice in aprile in una deludente interpretazione di Mimì. Certamente all’inizio della serata i suoi acuti i suoi acuti un po’ spinti non sembrano promettenti, tuttavia nel proseguo dell’opera si fa apprezzare per la bella voce sicura nel registro acuto come nel fraseggio.

Altrettanto non possiamo dire per l’osannatissimo Ramón Vargas: la voce costantemente indietro e gli acuti forzati, presi da sotto, non possono essere attribuiti solo alla tensione per la prima in Scala. Egli è salvato da un orchestra sotto tono e da un pubblico scaligero inspiegabilmente clemente.

La più grande sorpresa è il Fiesco di Alexander Tsymbalyuk: il basso, dopo un inizio incerto, presenta una voce di sostanza e convince anche dal punto di vista espressivo. Insieme a Nucci ci regala il momento più bello della serata nel duetto del terzo atto.

Efficace Vitaliy Bilyy come Paolo (bello il suo Sia maledetto), sufficiente il resto del cast.

Il pubblico tributa un grande successo con punte di entusiasmo per Nucci e Vargas, mentre si mostra leggermente più freddo nei confronti di direttore e regista.

simon Boccanegra

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