Nabucco – Teatro Sociale di Como

Dramma lirico in quattro parti di Giuseppe Verdi.

Coro del Circuito Lirico Lombardo
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano

Direttore Marcello Mottadelli
Regia Andrea Cigni
Maestro del coro Antonio Greco

Coproduzione Teatri del Circuito Lirico Lombardo

Nabucco Paolo Gavanelli
Abigaille Tiziana Caruso
Zaccaria Enrico Iori
Ismaele Gabriele Mangione
Fenena Raffaella Lupinacci
Gran Sacerdote di Belo Antonio Barbagallo
Abdallo Giuseppe Distefano
Anna Sharon Zhai

Nabucco, Finale IV, 03/12/2014, Teatro Sociale di Como
Nabucco, Finale IV, 03/12/2014, Teatro Sociale di Como

Il teatro è gremito per uno dei drammi verdiani più celebri di cui tutti gli italiani, e i lombardi forse ancor di più, amano il celeberrimo coro del III atto.

La produzione del Circuito Lirico Lombardo propone, dopo le polemiche su Don Giovanni, un nuovo tradizionale allestimento che ho apprezzato perché, nonostante la scena – probabilmente per ragioni economiche – si giochi per tutta l’opera solamente su delle specie di muraglioni mobili che restringono o ampliano il palcoscenico a seconda delle situazioni, le bellissime luci di Fiammetta Baldiserri riescono a ricreare atmosfere efficaci che variano anche molto durante lo spettacolo.

La direzione di Marcello Mottadelli fin dalla Sinfonia si rivela efficace anche se non si comprendono alcune scelte di rallentando o stringendo piuttosto inconsuete mentre l’equilibrio con il palcoscenico è sempre garantito. Efficace anche il coro che insieme con il maestro offre un bis di Va’ Pensiero.

Passando alla parte vocale, ammetto che aspettavo qualcosa di più da chi interpretava il ruolo di Nabucco attorno al quale si gioca tutta l’opera. Gavanelli invece, pur non difettando assolutamente in quanto a volume vocale, presenta un timbro un po’ troppo chiaro e le note che tendono ad essere fisse con un effetto a tratti cantilenante. Riesce meglio nelle parti più dolenti come l’inizio di IV atto e gli va comunque riconosciuta una buona interpretazione scenica.

Chi invece è apparsa un gradino sopra a tutti gli interpreti è Tiziana Caruso. La voce particolarmente adatta per la parte non certo semplice svetta nelle parti d’insieme mentre i suoi accenti delineano brillantemente il personaggio nella scena iniziale del II atto.

Anche la performance di Enrico Iori come Zaccaria è da apprezzare perché la sua voce, nonostante un volume più modesto, è omogenea e piacevole in tutti i registri. Lo stesso vale per la Fenena di Raffaella Lupinacci mentre di Gabriele Mangione come Ismaele avremmo preferito non sentire un vibrato piuttosto stretto. Corretti gli altri.

A fine serata, il pubblico applaude convintamente cantanti, direttore e regista.

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