Pappano/Netrebko in concerto – Accademia di Santa Cecilia a Roma

22/12/2014, Auditorium Parco della Musica, Roma

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Antonio Pappano direttore
Anna Netrebko soprano

Verdi Macbeth: Preludio e Coro delle streghe “Che faceste? Dite su!”
Verdi Macbeth: “Nel dì della vittoria”
Verdi Macbeth: Incantesimo “Tre volte miagola” e Ballabili
Verdi Macbeth: “Patria oppressa”
Verdi Macbeth: Scena del sonnambulismo “Vegliammo invan due notti”
Dvorak Othello: Ouverture op. 93
Dvorak Rusalka: Canzone alla luna
Strauss Till Eulenspiegel

Auditorium Parco della Musica, 22/12/2014
Auditorium Parco della Musica, 22/12/2014

Ieri sera, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium romano, Antonio Pappano ha diretto la mitica Anna Netrebko che tanto spopola in questi anni.

Recital particolare ed interessante; il soprano infatti subisce una vera e propria metamorfosi lungo il corso della serata: da ambiziosa e vendicativa Lady Macbeth a leggiadra ninfa dell’acqua Rusalka per poi concludere con la canzone Cäcilie di Strauss (inserita nel programma ma stranamente annunciata dal direttore come bis).

Pappano, da vero esperto di Verdi fa eseguire all’orchestra il bellissimo preludio di Macbeth che introduce il celebre coro delle streghe “Che faceste? Dite su!” al termine del quale ecco giungere la Netrebko che declama la lettera di Macbetto “Nel dì della vittoria”.
Dopo una recitazione francamente evitabile finalmente canta e allora sì che è proprio tutta un’altra musica.
La sua potenza è davvero notevole e la dizione non lascia spazio a fraintendimenti di parole anche se forse, tentando di immedesimarsi nell’aggressiva e orgogliosa Lady, scurisce quello che è il suo timbro naturale apparendo a tratti leggermente nasale.
In ogni caso il risultato è eccellente, voce espressiva e piena in “Vieni! T’affretta!”; molto precisi gli staccati della cabaletta “Or tutti sorgete” ampiamente apprezzata dalle ovazioni del pubblico letteralmente in delirio.
Il Balletto dell’opera, eseguito dall’orchestra può risultare pesante come anche la lentezza di “Patria oppressa”, forse un po’ troppo oppressa.
Anche per l’aria del sonnambulismo di alzano “brava” dal pubblico e parecchi minuti di applausi.

Il secondo tempo è dominato dall’orchestra che suona l’interessante “Overture op.93” dall’Othello di Dvorák, molto ritmata e coinvolgente.
Dall’opera Rusalka il soprano russo esegue la celebre “Canzone alla luna” che, a mio avviso è, tra i brani scelti, quello maggiormente nelle sue corde: messe di voce e dinamiche lasciano fluttuare le note boeme per tutta la sala che non può non commuoversi e lasciarsi avvincere dal loro suono limpido e fresco.
È questa la Netrebko che preferisco: voce nitida e precisa. A mio avviso non è infatti ancora completamente pronta a ruoli drammatici e pesanti, anche se lei stessa ha dichiarato più volte di aver acquisito con gli anni una voce più scura e di essersi quindi spostata verso ruoli verdiani più possenti.
Il concerto si chiude con “Til Eulenspiegel” di Strauss, poema sinfonico scherzoso che lascia a corno e clarinetto i temi principali ma la cui riuscita avviene anche grazie agli archi suonati a pizzico. Gli espedienti timbrici dell’orchestra strappano un ultimo applauso che vede Pappano vero protagonista.

Netrebko e Pappano, 22/12/2014
Netrebko e Pappano, 22/12/2014
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