I Puritani – Wiener Staatsoper

Opera seria in tre atti di Vincenzo Bellini
Wienner Staatsoper, 10/03/2015

Orchestra e coro della Wienner Staatsoper

Marco Armiliato Direzione d’orchestra
John Dew Regia
Heinz Balthes Scenografia
José Manuel Vazquez Costumi

Sorin Coliban Lord Gualtiero Valton
Jongmin Park Sir Giorgio
John Tessier Lord Arturo Talbo
Carlos Álvarez Sir Riccardo Forth
Carlos Osuna Sir Bruno Roberton
Ilseyar Khayrullova Enriquetta di Francia
Olga Peretyatko Elvira

Trovandomi a Vienna il 10 marzo e dando alla Wiener Staatsoper I Puritani ho immediatamente colto l’occasione per rinfrancare lo spirito con il trio Peretyatko, Álvarez (Carlos), Armiliato acquistando un biglietto all’ultimo minuto per l’irrisorio prezzo di 4 euro (con visibilità degna della platea).

FB_IMG_1426029856681
Scena da I Puritani, Wiener Staatsoper

Veniamo ora all’opera. La scenografia minimalista e pressoché fissa di Heinz Balthes non lascia il segno né incuriosisce ma intrattiene senza strafare. La scena consta infatti di un cubo di pietra grigio con pavimento in salita e pareti più strette al fondo; ovviamente l’effetto è una visione prospettica che dà impressione di grandiosità. Sul fondo ecco ergersi delle enormi statue acefale raffiguranti santi o apostoli le cui teste sono rotolate lungo il lato sinistro del palco.
Forse l’estremo rigore cristiano dei Puritani si è mutato in ipocrisia e sete di vendetta che hanno fatto scalzare perfino le teste a questi santi? Non saprei dirlo con sicurezza, l’idea di Balthes infatti non è d’immediata comprensione.

La regia di John Dew dà una sferzata positiva al grigiore scenografico: cantanti e coro creano essi stessi l’ambientazione con i loro movimenti anche se i costumi lasciano alquanto a desiderare.
Il coro ed i personaggi maschili indossano abiti neri con pantaloni in pelle, inserti orientaleggianti e capelli talmente lisci e lunghi da apparire più dei giapponesi che non degli inglesi del 1600, fortunatamente però l’abito di Elvira è semplice ed elegante e ne eleva la figura.

FB_IMG_1426029848246
Olga Peretyatko, Elvira, Wiener Staatsoper, 10/03/2015

Ed è proprio Elvira la star della serata: una fantastica Olga Peretyatko in tutto il suo splendore!
Pubblico in delirio per le dinamiche estremamente curate e sorrette da un canto tutto sul fiato che ha reso possibile i meravigliosi pianissimo e le messe di voce da vera maestra del Belcanto.
Vere perle le agilità nell’aria Son vergin vezzosa cantata con grande leggerezza e senza l’ombra di alcuno sforzo.
L’Elvira logorata dalla pazzia è forse però quella più riuscita in Qui la voce sua soave la Peretyatko padroneggia il personaggio come pochi donandoci un’interpretazione magistrale.

Il suo innamorato Arturo è stato interpretato dal canadese John Tessier che ha deluso le mie aspettative: perfetta la dizione ma purtroppo non si è mostrato calato nel personaggio e, nelle note più acute cambiava totalmente timbro; c’è da dire però che la parte è abbastanza impegnativa soprattutto per quel Fa sovracuto nel concertato finale Credeasi misera.

Carlos Álvarez nei panni dell’antagonista Riccardo Forth con quel bel colore e con quella sicurezza mostra una grande espressività e, nel duetto Il rival salvar tu dei culminante con la celebre cabaletta Suoni la tromba, e intrepido si esprime al meglio cantando con Jongmin Park (Giorgio). Il giovane cantante non delude affatto, ha un bel timbro caldo e pieno benché nel registro più grave si perda un poco questa forza vocale.

Il cast è supportato ed incanalato dal grande Marco Armiliato che, se convince poco in fase iniziale, dalla seconda metà del primo atto dirige con sapienza dando corposità alla tessitura musicale ed esaltando, con l’aiuto del coro e dell’orchestra, tutte le voci soliste. Vera chicca Ah, vieni al tempio applaudita da un pubblico in visibilio che ha potuto gustare una fantastica serata.

Annunci