Werther di Massenet – Festival di Salisburgo 

18/08/2015, Grosses Feistspielhaus

Mozarteum Orchestra Salzburg
Salzburger Festspiele und Theater Kinderchor

Alejo Pérez Direttore
Wolfgang Götz Maestro del coro

Piotr Beczala Werther
Angela Gheorghiu Charlotte
Daniel Schmutzhard Albert
Elena Tsallagova Sophie
Giorgio Surian Le Bailli
Martin Zysset Schmidt
Ruben Drole Johann

Durante il mio soggiorno a Salisburgo, mi aggiro di fronte alla Grosses Feistspielhaus ed ecco che mi avvicina un appassionato turista spagnolo che molto gentilmente mi offre due biglietti, il primo per la rappresentazione in forma di concerto del Werther di Massenet e il secondo per Iphigénie en Tauride. L’occasione era troppo ghiotta per rinunciare!
Di questo Werther ho molto apprezzato la travolgente ma sempre controllata direzione di Alejo Pérez. I colori orchestrali sono curati nota dopo nota così come le dinamiche, la Mozarteum Orchestra dà il meglio di sé nei passaggi privi di canto raggiungendo un culmine davvero esaltante nell’esecuzione della sinfonia La Nuit de Nöel all’inizio del IV atto, mentre sembra quasi limitata dalla presenza dei cantanti sulla scena, i quali comunque non sono stati quasi mai coperti. Mi è sembrata buona anche la prestazione del coro delle voci bianche diretto da Wolfgang Götz.
Dal punto di vista delle voci si é verificato qualcosa di opposto per i due protagonisti: il soprano di ottime qualità vocali in una parte poco adatta e il tenore non eccelso ma che ha interpretato il ruolo in maniera ottimale. Sulle qualità di Angela Gheorghiu si è già molto detto e scritto e la sua carriera è una conferma di ciò: nel registro medio ed acuto la voce è rotonda e dal bel timbro brunito, il canto è sempre elegante, attento alle dinamiche e agli accenti. Tuttavia il ruolo richiederebbe di essere cantato da un mezzosoprano, la Gheorghiu sostituiva infatti Elina Garanca: nel grave la voce si svuotava e perdeva di smalto compromettendo la resa di alcune pagine bellissime come la scena delle lettere (Werther! Qui m’aurait dit /Ces lettres!) che è comunque risultato il momento più riuscito.
Piotr Beczala a nostro avviso non può essere considerato al livello della Gheorghiu: il suo difetto principale è quello di non avere la voce quasi mai rotonda e ben girata, fatto che compromette anche il timbro non limpido. Per il resto, il tenore polacco canta la parte con precisione e controllo costante del volume. Gli acuti forse non sono sempre squillanti ma certamente sicuri e prolungati (a volte sembra voglia strafare) tanto che la recita è interrotta almeno un paio di volte dagli applausi di un pubblico entusiasta. Pourquoi me réveiller è un trionfo; un po’ di morbidezza in più nella voce non sarebbe guastata in O Nature, pleine de grâce nel primo atto mentre Un autre est son époux! è stata cantata con i giusti accenti.
Molto brava, forse la migliore, la Sophie di Elena Tsallagova. Il soprano ha una voce limpida e un timbro brillante, tutte le parti di agilità sono cantate con espressività invidiabile e Du gai soleil, plein de flamme è un vero tripudio di leggerezza e gioia.
Anche la prestazione di Daniel Schmutzhard come Albert è stata buona: voce piena e timbrata per tutta le recita. Un po’ troppo parlanti Martin Zysset (Schmidt) e Ruben Drole (Johann), mentre la voce del Bailli di Giorgio Surian era molto importante ma poco controllata.
Al termine successo strepitoso per tutti i cantanti con punte di entusiasmo da concerto rock per Beczala.

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