Don Pasquale – Teatro Sociale di Como

Dramma buffo in tre atti. Musica di Gaetano Donizetti. Libretto di Giovanni Ruffini e Gaetano Donizetti.

Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano e Coro OperaLombardia

Direttore Christopher Franklin
Regia Andrea Cigni
Scene e costumi Lorenzo Cutuli
Light designer Fiammetta Baldiserri
Maestro del coro Dario Maccagnola

Don Pasquale Paolo Bordogna
Norina Maria Mudryak
Ernesto Pietro Adaini
Malatesta Pablo Garcia Ruiz
Il notaio  Claudio Grasso

Coproduzione Teatri di OperaLombardia e Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi

Venerdì sera ci siamo diretti al Teatro Sociale di Como per assistere alla prima di questo tanto atteso Don Pasquale con un divertentissimo Paolo Bordogna e un’irriverente Norina interpretata dalla giovane Maria Mudryak.

La rappresentazione, in cooproduzione con i Teatri di OperaLombardia, è stata fresca e divertente grazie alle originali scene di Lorenzo Cutuli e alla sapiente regia di Andrea Cigni. Don Pasquale, tramutato in Paperon De Paperoni con tanto di monetina Numero Uno e circondato da enormi cassaforti piene di lingotti d’oro viene spodestato da una Norina che fa il suo ingresso su un’altalena di fiori circondata da un giardino lussureggiante.

Atto I, Cavatina di Norina
Atto I, Cavatina di Norina

Il vero tocco di classe è stata la copertina della rivista che questa leggeva all’inizio della sua cavatina: chi meglio di Berlusconi infatti avrebbe potuto interpretare le parole di Donizetti e Ruffini “Quel guardo il Cavaliere” se non proprio il nostro ex presidente del consiglio? Davvero una trovata geniale!

La servitù del nostro Paperone non può che essere decrepita e reggersi in piedi a malapena ma, non appena Norina rivoluziona la casa, ecco spuntare un maggiordomo in rosa, palesemente omosessuale, che strizza l’occhio all’Enzo Miccio tanto visto in televisione; una sorta di personal shopper che fa della protagonista la Marilyn Monroe de Gli Uomini Preferiscono Le Bionde. Ernesto invece è il tipico Dandy anni ’60: maglione di cotone bianco con scollo a V e racchetta da tennis, dall’aria un po’ gigioneggiante.

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Le scene non sono state la sola nota positiva, anzi, il livello dei cantanti ci ha colpito ancor di più. Eccezionale Paolo Bordogna che settembre scorso aveva interpretato proprio Don Pasquale al San Carlo. La sua infatti è un’espressività acquisita con l’esperienza: divertente e ironico ma anche scorbutico e calcolatore come il nostro Paperone. È la sua voce a plasmare il personaggio: fraseggio da vero professionista specialmente nell’aria Ah, un foco insolito e nel quartetto Ah, son tradito, beffeggiato nel quale la velocità imposta non sembra ostacolare il serrato fluire delle note; davvero notevole.

Il dottor Malatesta, rigorosamente in completo blu elettrico e rosa, reso ancor più eccentrico dalla regia è Pablo Garcia Ruiz, baritono dal timbro chiaro e rotondo ha reso il duetto con Norina Pronta io son, purch’io non manchi spiritoso e quanto mai divertente. La protagonista femminile è stata una vera scoperta: la giovanissima Maria Mudryak è un soprano che sicuramente avrà modo di ampliare il suo repertorio verso uno stile più drammatico; per il momento la cantante Kazaka del 1994 ci ha impressionato per la padronanza del ruolo e per essere riuscita, seppur così giovane, a sostenere un buon volume per tutta la durata della rappresentazione. Belle le messe di voce e fresca la recitazione, potremmo rimproverarle un eccessivo vibrato e qualche piccola sbavatura ma, alla sua età tutto è perdonabile e non potrà che migliorare. Le auguriamo davvero di farsi strada perché sicuramente la voglia di recitare non le manca ma la tecnica è ancora da affinare; non è un caso infatti che sia stata ampiamente applaudita alla fine della recita.

Il tenore, Pietro Adaini, ha begli acuti ma fraseggio un poco slegato, ciononostante ha saputo districarsi nella parte, non semplice, anche se un pizzico di espressività in più non avrebbe guastato. La serenata Come è gentil è stata particolarmente apprezzata dal pubblico, come anche il seguente duetto con Norina Tornami a dir che m’ami, anche se, purtroppo, la quieta e tranquilla atmosfera notturna è stata turbata da una direzione troppo vigorosa e il pezzo dei due innamorati è risultato nel complesso più forte ed esagitato del dovuto.

Spiritoso il notaio di Claudio Grasso e piacevole il coro che, sceso in platea distribuiva il denaro di Don Pasquale agli spettatori in Che intermilabile andirivieni.

La direzione di Christopher Franklin, ha lasciato alquanto perplessi sin dall’overture, un tempo non proprio deciso e volume a tratti eccessivo hanno tolto freschezza alla partitura donizettiana. Durante l’opera la situazione si è stabilizzata ma nella bacchetta si avvertiva come un eccesso di zelo, una voglia di strafare, tutta a discapito di un accurato studio dei volumi. Sembra stano, ma una tale vigoria purtroppo ha contribuito ad impoverire la performance che altrimenti sarebbe stata molto positiva sotto tutti i punti di vista.

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In ogni caso è stata una serata piacevole, grazie a voci giovani e fresche, affiancate dall’esperienza di Bordogna e incorniciate da una regia davvero spiritosa ed originale.

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2 pensieri riguardo “Don Pasquale – Teatro Sociale di Como”

    1. Mi scuso davvero ma purtroppo sul programma riportato dallo stesso Teatro Sociale il nome di battesimo del cantante Claudio Grasso era sbagliato. Provvederò a modificare il nome quanto prima.
      Grazie di avermelo indicato.
      Cordiali saluti
      Chiara Marani

      Mi piace

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