Quando siamo noi ventenni a fare lo spettacolo: viva #CFT!

Chi legge attentamente le locandine del Così fan tutte in scena nel mese di ottobre nei Teatri di OperaLombardia, scoprirà della presenza di una misteriosa Scuola degli Amanti, accanto ad Orchestra e Coro. Di questa scuola ho fatto parte anche io nella ‘classe’ di Como e di questa esperienza dall’altra parte del sipario voglio raccontare ora.

La scuola degli amanti è invero anche il sottotitolo dell’ultimo capolavoro nato dalla collaborazione fra Mozart e Da Ponte e l’idea di Francesco Micheli, regista di questa produzione, è stata quella di coinvolgere in una scuola di teatro e di vita quaranta giovani non professionisti per ciascuna delle quattro città in cui si rappresenta l’opera.

Per me tutto è cominciato con un post sulla pagina Facebook del Teatro Sociale di Como che annunciava questa iniziativa, così mi sono presentato curioso il giorno delle selezioni e ho scoperto un po’ meglio di cosa si trattava. In primavera abbiamo partecipato per 4 domeniche a laboratori teatrali in cui Eleonora Moro, colei che ci ha seguito e grazie alla quale è stato concretamente possibile buttarci sul palcoscenico, ha lavorato con noi sulla presenza: quella qualità nel modo di porsi sul palcoscenico che ci consente di non tradire noi stessi e allo stesso tempo di comunicare qualcosa di autentico a chi ci guarda. Molto abbiamo capito su come piccoli gesti o attitudini, come uno sguardo basso o una camminata rigida, influenzino l’idea che gli altri si fanno quando ci vedono. Tutto è stato fatto alla ricerca di una spontaneità di cui avevamo bisogno noi ma di cui avrebbero bisogno anche molti cantanti che calcano palcoscenici ben più prestigiosi.

Dopo l’estate poi con l’inizio delle prove di regia siamo entrati nel pieno della nostra avventura. Micheli ha voluto ambientare Così fan tutte in un reality show in cui la scommessa e la sottomissione al gioco di Don Alfonso, novello presentatore, costituiscono il momento di avvio. Fra prove in cucina e corteggiamenti sfrontati da parte dei due tamarri travestiti, si sarebbe dovuti arrivare al premio finale: un bel matrimonio. In tutto questo, il nostro ruolo è stato quello di costituire il pubblico in studio del reality che commenta e partecipa con i protagonisti alle varie ‘puntate’. Come Da Ponte ingegna la sua storia si sa: tradimenti e prese in giro rendono il gioco cinico di Don Alfonso non più tollerabile, salva poi la riconciliazione finale.

Ebbene, la sorpresa di vedersi coinvolti in un allestimento accanto a professionisti è stata grande. Per la maggioranza dei miei compagni che non si erano mai avvicinati prima all’opera, è stata una scoperta che li ha portati in meno di un mese ad imparare arie a memoria e a canticchiarle per strada o sui social. Ma anche per me lavorare quotidianamente a pochi metri dai cantanti è stata una occasione unica. Dobbiamo tutti ringraziare Matteo, Pablo, Barbara, Gioia, Victoria ed Andrea per la simpatia e disponibilità che hanno dimostrato nei nostri confronti. Alle prese con una regia impegnativa, hanno sempre avuto una parola ed un’attenzione anche per noi. Da parte nostra, credo che l’entusiasmo crescente che abbiamo messo nelle prove prima e nelle recite poi abbia giovato alla riuscita dello spettacolo e abbia contagiato positivamente anche i giovani professionisti. L’emozione del debutto c’è stata per tutti ma la sicurezza di aver lavorato bene e l’avere avuto accanto quattro ‘fratelli maggiori’ attori professionisti da cui prendere spunto ha reso tutto più facile. Stare a lungo in palcoscenico – eravamo infatti quasi sempre in scena – ci ha richiesto una notevole concentrazione ma gli applausi finali e una buona bottiglia di spumante hanno ricompensato la fatica.

Al di là poi della pur fondamentale riuscita complessiva dello spettacolo, progetti come questo fanno bene al mondo dell’opera, mondo che appare troppo spesso precluso alla nostra fascia d’età: se le scuole non formano gli spettatori di domani, è giusto che si tentino altre strade come questa, che speriamo possa essere ripercorsa in futuro. Un primo risultato è già stato ottenuto: centoventi ragazzi si sono accostati al un mondo unico, emozionate ma spesso impegnativo e molti di loro torneranno a teatro per godersi ancora la bellezza di Mozart, di Verdi o di Rossini.

Se siete curiosi, avete ancora a disposizioni le recite di Brescia e Cremona per vedere lo spettacolo.

Ancora un grazie a tutti coloro che ho conosciuto in quella scuola di vita che è l’opera!


Il Cast

Fiordiligi Gioia Crepaldi
Dorabella Victoria Yarovaya
Guglielmo Pablo Gálvez
Ferrando Matteo Mezzaro
Despina Barbara Massaro
Don Alfonso Andrea Porta

Direttore Gianluca Capuano 
Direttore replica 8 ottobre Francesco Pasqualetti

Regia Francesco Micheli
Scene e luci Nicolas Bovey
Costumi Giada Masi
Training e Laboratori teatrali Eleonora Moro
Maestro del coro Dario Grandini

La Scuola degli Amanti
Coro OperaLombardia
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano

Coproduzione Teatri di OperaLombardia
Nuovo allestimento
Recite:
Como, Teatro Sociale: 6 e 8 ottobre
Pavia, Teatro Fraschini: 14 e 16 ottobre
Brescia, Teatro Grande: 21 e 23 ottobre
Cremona, Teatro Ponchielli: 28 e 30 ottobre, 1 novembre

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