A Roma Un ballo in maschera “splendidissimo”.

Teatro dell’Opera di Roma, 18/10/2016

Un Ballo in maschera
Musica di Giuseppe Verdi

Opera in tre atti

Libretto di Antonio Somma basato sul libretto di Eugène Scribe per l’opera di Daniel Auber Gustave III, ou le Bal Masqué
DIRETTORE Jesús López-Cobos
REGIA Leo Muscato
MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani
SCENE Federica Parolini
COSTUMI Silvia Aymonino
LUCI Alessandro Verazzi
INTERPRETI
GUSTAVO III, RE DI SVEZIA (RICCARDO) Francesco Meli
IL CAPITANO ANCKARSTRÖM (RENATO) Simone Piazzola
AMELIA Hui He
ARVIDSON, INDOVINA (ULRICA) Dolora Zajick
OSCAR Serena Gamberoni
IL CONTE HORN (SAM) Alessio Cacciamani
IL CONTE RIBBÏNG (TOM) Dario Russo
CHRISTIAN, UN MARINAIO (SILVANO) Gianfranco Montresor
UN GIUDICE Gianluca Floris
Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera

Nuovo allestimento in coproduzione con Teatro dell’Opera di Malmö

Il Teatro dell’Opera di Roma chiude la sua stagione con questa produzione verdiana e oserei dire che, grazie alla bacchetta di Jesús López-Cobos e alla voce di Francesco Meli, si chiude davvero in bellezza.

Assente da ben quindici anni dal Costanzi, questa volta Un Ballo in Maschera si lascia finalmente alle spalle la censura papalina: Boston torna ad essere Stoccolma, Riccardo é ora il Re Gustavo III come dal dramma di Eugène Scribe e tutto sembra assecondare il volere del Maestro di Busseto.

Le scene di Federica Parolini sono di ambientazione classica ma con qualche tocco di originalità; é di notevole impatto visivo lo studio di Gustavo nel terzo atto dove le pareti costellate di ritratti strizzano l’occhio alla stanza di Geoffrey Rush del film di Tornatore La migliore offerta.

La regia di Leo Muscato é ondeggiante: azzeccata la scena nell’antro di Ulrica, l’orrido campo ma soprattutto il Ballo dove gli invitati sfilano in bianco e nero e, sotto le direttive di Oscar, improvvisano prima danze alla Y.M.C.A. dei Village People e poi per non farsi mancare nulla imitano i personaggi del Rocky Horror Picture Show con una specie di rivisitazione del Time Warp. Però purtroppo alcuni atteggiamenti troppo naive come i battimani e i movimenti (non a tempo) dei gentiluomini e degli uffiziali nell’aria di Oscar e nella stretta del primo atto Sia Condannata lasciano trasparire un po’ di fretta e francamente se si fossero evitati sarebbe stato meglio in quanto fonte di distrazione e disturbo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Buona la resa orchestrale sin dal Preludio, la musica scorre limpida e brillante grazie al grande López-Cobos che con la dovuta eleganza e il giusto acume ha assecondato, o meglio, ha guidato i cantanti che hanno così potuto esprimere al meglio la cupezza, la drammaticità ma anche la sottile ironia di Verdi.

Il cast poi era di tutto rispetto e quindi ci si aspettava una recita di livello. Il Gustavo di Francesco Meli ovviamente ha fatto da pivot. Il tenore aveva già affrontato il ruolo a Roma con Pappano nel giugno 2013 e la sua voce all’epoca era probabilmente più vellutata ma anche meno potente. Il timbro si é come inspessito ma non é certo una critica, anzi, la morbidezza trasognante di La rivedrà nell’estasi è ora compensata dalla potente regalità con cui intona Ma se m’è forza perderti e la verve frizzante di Ogni cura si doni al diletto assume poi toni quasi angosciosi in È scherzo od è follia. La dizione é cesellata al punto giusto e la sua abilità emerge specialmente nel terzo atto con Forse la soglia attinse, intrisa di dolore virile che esplode poi, come ho scritto, nell’aria seguente.

Un Gustavo come pochi che non si lascia sfuggire neppure il brivido della stecca (ahimé, c’è stata anche quella) alla fine del duetto con Amelia Oh, qual soave brivido, ma il pubblico romano si sa, é un pubblico de core che giustamente lo applaude perché una nota non può compromettere certo i dieci minuti precedenti di ottima musica.

Hui He (Amelia) si è fatta annunciare come indisposta ma determinata ad affrontare la serata; è stata poi ricompensata da calorosi applausi. Soprano dalla voce potente e vibrante, ha un timbro abbastanza scuro che sa alleggerirsi nel registro più acuto. Peccato per la dizione che spesso lascia a desiderare perché talvolta va a detrimento dell’espressività, vedi l’aria del secondo atto. Difficoltosi all’inizio i tempi di Odi tu come fremono cupi, in cui la He sembrava precedere leggermente l’orchestra ma forti e chiari gli acuti seguenti. Sicuramente migliore è la resa di Morrò, ma prima in grazia e anche nel primo atto a fianco ad Ulrica ha saputo dosare bene la sua voce. In ogni caso una buona performance dal momento che il ruolo di Amelia non è certamente semplice sia dal punto di vista musicale che interpretativo. Altro eroe della serata è il Renato di Simone Piazzola, un uomo tutto d’un pezzo, elegante anche nel momento della vendetta. La sua classe si nota sin da Alla vita che t’arride ma raggiunge il suo acme nell’aria Eri tu che macchiavi, avvelenata prima ma che sfuma poi in accenti donizettiani, con l’arpa che sublima i morbidi, morbidissimi piano del baritono. Uno dei momenti più belli della serata; giustamente il pubblico gli tributa dei Bravo.

Il frizzante messaggero Oscar é Serena Gamberoni, spumeggiante e irriverente sulla scena si prodiga anche in ruote acrobatiche sul palco e sicuramente é l’anima della festa. L’ho particolarmente apprezzata nel primo atto in È scherzo od é follia, dove le sue parole “ah, e tal fia dunque il fato? ch’ei cada assassinato?” Hanno riempito il teatro con un suono davvero bello.

La voce grave e maestosa di Dolora Zajick ha dato risalto al ruolo di Ulrica, interpretato al meglio da un contralto ormai più che esperto.

Simpatici ed efficaci Sam e Tom di Alessio Cacciamani e Dario Russo: i due bassi con il loro “E che baccano sul caso strano e che commenti per la città” sono una chicca tutta di Verdi che si apprezza sempre.

Calorosi applausi per tutti a fine serata. Ormai non ci resta che attendere il Tristano diretto da Gatti in apertura della nuova stagione romana.

Annunci

1 commento su “A Roma Un ballo in maschera “splendidissimo”.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...