Scala, Pereira presenta la nuova stagione 2017/2018

Nella presentazione della stagione 2017/2018 agli abbonati Alexander Pereira parla di quattro punti di forza che ha tenuto presente nella selezione dei titoli.
Accanto al repertorio internazionale che era stato privilegiato dal suo predecessore, Pereira afferma di voler trattare con uguale riguardo il repertorio italiano, troppo trascurato in passato ed in particolare l’intenzione è quella di continuare a proporre i grandi titoli di belcanto e verismo che hanno reso celebre il teatro milanese nel mondo.
Al terzo punto troviamo poi il progetto di produzioni su strumenti storici avviato con Diego Fasolis: dopo due stagioni händeliane con Il trionfo del tempo e del disinganno nella scorsa stagione e Tamerlano il prossimo autunno è la volta di un’opera mozartiana. Infine, il sovrintendente è convinto che uno dei teatri che ha fatto la storia dell’opera non può che continuare a tener viva questa arte offrendo ai compositori contemporanei l’occasione di andare in scena. Dopo CO2 di Battistelli dello scorso anno e Ti vedo, ti sento, ti perdo di Sciarrino, sarà la volta (si spera…) dell’inteminabile lavoro di György Kurtàg, Fin de partie.
Per mantenere questi equilibri interni al cartellone e programmare una offerta tanto ampia i titoli d’opera saranno quindici.

Andrea Chenier di Umberto Giordano inaugurerà la stagione il 7 dicembre 2017.
L’opera che ha visto la luce alla Scala non si dà da 30 anni e fu Riccardo Chailly a salire sul podio anche allora. La regia sarà di Mario Martone, di cui abbiamo di recente visto La cena della beffe, sempre di Giordano, ambientata nella little italy americana degli anni ’20 del secolo scorso. Sarà l’occasione di ascoltare Anna Netrebko al suo debutto nel ruolo di Maddalena, la quale canterà accanto al marito Yusif Eyvazov. Pereira qui vuole tranquillizzare subito il pubblico: ‘Per fare Andrea Chenier ci vuole un Andrea Chenier. E io non ho fatto nepotismo. Eyvazov è un ottimo tenore che ad esempio canterà quest’estate a Salisburgo Aida con Muti; Chailly sta già lavorando con lui da tre mesi per trovare la linea e i colori e il lavoro mi sembra stia andando molto bene’. Poi guarda in altro verso il loggione e dice: ‘Sappiamo che la benedizione viene dall’alto…’
Luca Salsi sarà Gerard e Annalisa Stroppa Bersi.

Secondo titolo: da viennese Pereira non ha potuto non proporre Il pipistrello di Strauss, mai andato in scena a Milano. ‘Per noi austriaci è una grande opera buffa e non una operetta proprio per il suo alto livello musicale. E’ come se Il barbiere di Siviglia non fosse mai andato in scena all’opera di Vienna’
Direttore sarà Zubin Metha che ha studiato a Vienna, ha diretto 5 concerti di capodanno e conosce questa musica come pochi altri. Il regista Cornelius Obonya di questa produzione è “pieno di tradizione come Metha” poiché viene dalla più famosa famiglia di attori viennesi.
Cast per metà italiano e per metà tedesco. Rosalinde è Eva Mei, la quale parla perfettamente tedesco. Il tenore Giorgio Berrugi farà Alfred, mentre la parte recitata del cancelliere della prigione vedrà la partecipazione di Nino Frassica.

Si continua con la (ennesima, aggiungiamo noi) ripresa di Simon Boccanegra: “L’abbiamo portato in tournée e non voglio perdere la qualità di esecuzione sopraffina regalataci da Chung”. Protagonista femminile sarà Krassimira Stoyanova, già Elisabetta in don Carlo. Poi nuovamente Leo Nucci (Simone), Fabio Sartori (Adorno) e Dmitri Belosselskiy (Fiesco).

Per la prima volta nella versione francese va in scena Orphée et Euridice di Gluck e dà l’occasione a Juan Diego Florez di vestire i panni di Orfeo, con accanto la Euridice di Christiane Karg. Completa il cast Fatima Said, la giovane cantante egiziana ascoltato come Pamina.
Dirigerà uno dei direttori della nuova generazione più interessanti del mondo: Michele Mariotti, già acclamato ne I due Foscari.
La regia dell’inglese John Fulljames con la coreografia di Hofesh Shechter viene dal Covent Garden. L’idea è che orchestra e cantanti sono tutti in palcoscenico e vi sia una interazione fra questi: staremo a vedere.

Per il filone belcantistico, Riccardo Chailly dirigerà Don Pasquale di Gaetano Donizetti con la regia di Davide Livermore e protagonisti Ambrogio Maestri, Rosa Feola, già ascoltata nell’ottima prova di Gazza Ladra, Renè Barbera e Mattia Olivieri, che sta cantando Masetto in Don Giovanni e tornerà per altre produzioni.

Abbiamo poi un altro titolo verista: Francesca da Rimini di Zandonai su testo di D’Annunzio.
Torna a dirigere alla Scala Fabio Luisi, attualmente direttore musicale dell’opera di Zurigo. La regia sarà uno dei più interessanti registi inglesi, David Pountney, ora sovrintendente della Welsh National Opera. Dopo il successo della Butterfly, il Teatro ha voluto dare a Maria José Siri una nuova possibilità di farsi apprezzare dal pubblico milanese, questa volta come Francesca. Roberto Aronica sarà Paolo.

Per il 95esimo compleanno di Zeffirelli la Scala ripropone la sua Aida ed affida la direzione a Nello Santi, già presente nel cartellone di questa stagione per Traviata e Nabucco: sarà uno spettacolo all’insegna della tradizione. Stoyanova sarà Aida, Urmana Amneris, Fabio Sartori e Marcelo Alvarez si alterneranno come Radames.

Molto caro al sovrintendente ma soprattutto a Claudio Abbado – così tiene a sottolineare Pereira – è un altro titolo mai andato in scena al Piermarini: Fierrabras di Franz Schubert, che sarà diretto da Daniel Harding (direttore apprezzatissimo, che ricordiamo, per quello che vale, come forse l’unico non avversato sulle colonne della Grisi), per la regia di Peter Stain (che ha pensato al teatro del settecento in bianco e nero). Canteranno fra gli altri Anett Fritsch e Tomasz Konieczny, appena apprezzati come Donna Elvira e Don Ottavio.

Qui Pereira apre una piccola parentesi e tiene a sottolineare quanto sia importante creare un gruppo di cantanti che si conoscono, che conoscono il teatro ed il pubblico. Solo con questa sinergia si può dare il meglio, dice.

Si continua con Fidelio nella stessa regia di Deborah Warner che inaugurò l’ultima stagione con la bacchetta di Barenboim. A dirigere questa volta sarà nuovamente Myung-Whun Chung.

Ultimo titolo prima dell’estate sarà finalmente un’opera di Bellini: Il pirata. È dagli anni 60 che non è in Scala: allora cantarono Callas e Corelli, oggi ci saranno ancora Sonya Yoncheva (che di Bellini ha recentemente cantato Norma al ROH), Piero Pretti e Nicola Alaimo con la guida di Riccardo Frizza sul podio.

In veste di presidente dell’Accademia della Scala, Pereira è molto orgoglioso di presentare anche per la nuova stagione il progetto legato alla formazione di giovani cantanti. “Nessun teatro al mondo ha una accademia con centinaia di studenti. Il progetto de Il flauto magico prevedeva finanziamenti uguali a quelli di una grande produzione e abbiamo riempito il teatro per 10 recite. Quest’anno metteremo in scena la famosa favola dei Grimm Hansel und Gretel”. Nel 2018 sarà la volta dell’ultima opera di Cherubini: Alì babà e i quaranta ladroni. L’ultima volta fu data nel 63 con Giulini.
La regista Liliana Cavani ha accettato di lavorare da questo ottobre fino a settembre dell’anno successivo proprio nella preparazione dei giovani artisti, mentre la preparazione musicale sarà affidata a Paolo Carignani.

Viene poi la volta di una delle grandi opere di Verdi, che manca da tempo alla Scala: Ernani. Non facile trovare un cast all’altezza: Aylin Perez, che ha cantato Traviata, sarà Elvira. Canteranno poi Meli, Piazzola e Abdrazakov, “uno dei più grandi bassi del mondo”.

Pereira racconta poi di essere stato a Glyndebourne tre anni fa e di essere rimasto folgorato dalla produzione de La finta giardiniera di Mozart affidata al giovane Frederic Wake-Walker (di cui abbiamo già visto le non troppo convincenti Nozze di Figaro).
Canta praticamente il cast del Don Giovanni in scena in questi giorni: Müller (da Donna Anna a Sandrina), Fritsch (da Elvira ad Armida), Semenzato (da Zerlina a Serpetta) e Olivieri (da Masetto a Nardo). Si aggiunge Lucia Cirillo e Kresimir Spicer, già ascoltati nel Lucio Silla.
Diego Fasolis, che ha avviato il progetto di produzioni su strumenti storici, dopo due titoli di Händel, affronterà l’opera mozartiana.

Elektra di Strauss torna in scena nella regia di Patrice Chéreau, che ha avuto grande successo in tutto il mondo.

E finalmente, l’ultima produzione, Fin de partie, di Kurtag. Presentiamola con le parole del Sovintendente: “Aspettiamo da 10 anni questo pezzo. L’abbiamo messo in cartellone da 10 anni e l’ho sempre tolto. Ma sono una persona paziente perché è il più grande compositore vivente. Ha sempre scritto brani di massimo 20 minuti. E ora che ha completato un’opera di due ore e dieci il mondo della musica contemporanea sta perdendo la testa per questo. I cantanti stanno già studiando questa musica raffinatissima e complicatissima. Questa prima metterà la Scala al primo posto nel mondo anche per l’opera contemporanea.”
Direttore sarà Markus Stenz conoscitore della musica di Kurtag ma apprezzato anche nel repertorio tedesco romantico, è ora direttore della Neederlands radio orchestra.

La presentazione continua poi illustrando i titoli del balletto, i recital (Jonas Kaufmann, Michele Pertusi, Sonya Yoncheva, Diana Damrau, Anna Caterina Antonacci fra gli altri) e la Stagione sinfonica, che vede Mahler protagonista, accanto alla Messa per Rossini (Chailly) e un concerto di Natale superbamente mozartiano diretto da Giovanni Antonini.
Fra le orchestre straniere ospitate segnaliamo la Sächsische Staatskapelle Dresden che sarà diretta da Christian Thielemann in un programma che prevede il Concerto n. 1 per pianoforte di Beethoven e la Sinfonia n. 1 di Bruckner.

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